L’impatto del Coronavirus sul mondo dei media

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Come le aziende possono reagire in questa situazione
puntando su marketing e comunicazione

Il Coronavirus ha rivoluzionato le nostre giornate, impattato pesantemente sulle nostre priorità e libertà, ridisegnando forzatamente anche la nostra fruizione dei media. Guardiamo insieme quali sono i principali cambiamenti avvenuti durante questo periodo così particolare, grazie ad un interessante studio pubblicato da Immediato Mediaplus.

La TV riconquista audience

In questo periodo mediamente un italiano su tre guarda la televisione e con la chiusura delle scuole si è aggiunta anche una buona quota di bambini e ragazzi, tuttavia inferiore a quella degli adulti. L’analisi ha individuato un andamento correlato, diretto e proporzionale, tra aumento dei casi di contagio ed ascolto della televisione, come si evince dal grafico sottostante.

Il picco di ascolto è alle 21 con quasi il 50% degli italiani davanti alla televisione, ma è il day time che ha beneficiato maggiormente della situazione con un incremento del 17%.

Tutti i segmenti di popolazione hanno beneficiato del cambiamento, ma sono i target attivi e soprattutto i giovani ed i bambini ad aver cambiato maggiormente le proprie abitudini mediatiche.

I viewer passano mediamente oltre sei ore e mezza davanti alla televisione, un’ora in più rispetto a prima della diffusione del virus. Cresce inoltre il consumo di video sulla tv lineare e quello da tv connesse, dispositivi fissi o mobili e infine aumenta anche il numero di utenti, tempo speso e numero di video visti.

I portali di informazione tradizionali sono i più autorevoli

Ottimi risultati stanno registrando le reti di news e informazione locali. Spopolano poi le reti allnews e le testate di informazione più autorevoli anche e soprattutto attraverso i loro portali digitali (corriere.it, repubblica.it, ilsole24ore.com, ecc.). In un periodo in cui il bisogno di informazione certificata e veritiera è fondamentale, le testate tradizionali di informazione confermano la loro leadership su tutte le piattaforme.

La risposta del mondo del marketing aziendale

Il marketing si è quindi adeguato a questi cambiamenti, meno brand del previsto hanno annullato le campagne (circa il 12%), quasi la metà le ha ripianificate, ma sicuramente si è fatto trovare pronto chi aveva già un e-commerce o un sito web con servizi digitali performanti spingendo, ove possibile, prodotti reperibili online e ad uso domestico. La maggior parte delle aziende si sono quindi impegnate a mantenere un minimo di visibilità per queste settimane e soprattutto a immaginare strategie di ripartenza.

In generale da parte degli operatori di settore, come editori e concessionarie pubblicitarie, sono prevalsi atteggiamenti etici e strategie di risposta immediata alla crisi: sono quindi state velocemente elaborate politiche commerciali con forte scontistica per supportare gli investimenti delle aziende come ad esempio quelle lanciate da Mediaset, IGP Decaux, e alcune radio nazionali, solo per citarne alcune.

Cosa può fare un’azienda in questi giorni di quarantena?

In un momento come questo è importante comunicare vicinanza ai propri clienti, dare risalto ad eventuali iniziative benefiche (se ancora non sono state fatte questo è il momento giusto), sfruttare i giorni di inevitabile calma per riorganizzare il proprio sito e infine investire nei media più performanti come TV, social e portali di news,  che possono portare ritorni sugli investimenti anche doppi o tripli rispetto al periodo precedente.

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